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Pedofilia e adulti trascuranti: il caso di Caivano

Marco Fabriani, direttore di Radio Olympia, intervista  la prof.ssa Maria Beatrice Toro sul tema delle pedofilia partendo dal caso della piccola Fortuna a Caivano. Purtroppo episodi simili sono molto frequenti al giorno d’oggi e tendono ad aumentare e ciò che più colpisce – sottolinea la prof.ssa Toro-  è che essi non vengono intercettati da nessuna delle figure che ruotano intorno alla piccola vittima ( genitori, insegnanti, professionisti e forze dell’ordine). Ma cosa c’è dietro a questa omertà? Spesso questo silenzio è dettato dalla paura di possibili ritorsioni oppure la causa è da ricercarsi in una vera e propria ignoranza della cultura dell’infanzia. Inoltre- continua la prof.ssa Toro-intercettare un pedofilo non è semplice poichè non esiste un vero e proprio identikit anche se è possibile comunque distinguerne due tipologie: il pedofilo seduttivo che si rappresenta nella propria mente un bambino consenziente o il pedofilo sadico che trae piacere dal fare male alla piccola vittima. Un altro dato su cui riflettere è che nel 70-80% dei casi il pedofilo è di genere maschile ed è un familiare o comunque una persona vicina all’entourage familiare del bambino.

Fortunatamente l’Italia è uno dei pochi Paesi che prevede pene severe per i reati contro i minori. D’altra parte –  conclude la prof.ssa Toro- la riabilitazione e il regime carcerario hanno dei benefici solo su alcuni tipi di personalità, ovvero su quelle persone che mantengono un briciolo di umanità e provano sensi di colpa. Per gli altri tipi di personalità, ovvero per coloro per cui il piacere può essere raggiunto solo attraverso la sopraffazione dell’altro, la recidiva è quasi sicura.

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