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Il potere ipnotico tra immaginazione, suggestione e inconscio

 Immaginazione, suggestione, inconscio ed ipnosi

Articolo scritto dalla Dott.ssa Rosa Demarinis – pubblicato sul sito Notizie in un click

Un viaggio per recuperare il nostro Potenziale

L’ipnosi non è altro che uno strumento per comunicare con il nostro profondo, altrimenti chiamato inconscio.

Riappropriarci di noi stessi, di quello che siamo veramente, attingendo alle nostre potenzialità profonde, ci permette di trovare le possibili soluzioni ai nostri problemi.

L’inconscio è la sfera dell‘attività psichica che non raggiunge la soglia della coscienza: è il luogo dove vengono elaborate le emozioni e dal quale dipende gran parte del nostro funzionamento psichico, in una naturale concatenazione di eventi che prescinde dall’intervento della nostra parte razionale.

Quindi l’ipnosi è un percorso all’interno di noi stessi, nel profondo dell’anima, durante il quale il terapeuta ci accompagna, aiutandoci e rendendoci agevole il compito; all’inizio ci facciamo guidare ma poi proseguiamo da soli.

La fase iniziale di guida non significa dirigere dall’esterno la vita di qualcuno, tutt’altro. La guida iniziale sfrutta la conoscenza del terapeuta sui vari meccanismi e condizionamenti che impediscono alla maggioranza delle persone di guardarsi dentro, perché cariche di paure, dolori, pensieri, e perchè adoperano un unico punto di vista per cercare soluzioni ai loro problemi.

L’ipnosi, quindi, diventa un viaggio che il terapeuta ed il paziente compiono insieme e sullo stesso piano, durante il quale guardano le cose, le ascoltano, le percepiscono, le gustano. Non si porta il compagno di viaggio a diventare quello che non è, ma a recuperare quello che è.

Conoscersi dentro attraverso un linguaggio che parla la stessa lingua del profondo, è un modo per riappropriarci della nostra anima perduta, cioè di quello che siamo e siamo sempre stati, ma che non abbiamo avuto mai il coraggio e l’opportunità di lasciar emergere.

È un processo lungo ma inarrestabile di conoscenza e di comprensione delle potenzialità che spesso non sappiamo di avere.

È un modo per semplificare la vita liberandoci delle cose che non ci servono più ricercando quelle che ci piacciono, quelle che sono rimaste in fondo ad un cassetto, del quale nel corso degli anni avevamo persino dimenticato l’esistenza.

L’ipnosi presenta una peculiarità rispetto ad altri tipi di terapia: essa non cura un problema, ma la persona che ha quel problema. Ciò presuppone che tra il terapeuta e la persona ci sia la creazione di un rapporto umano di empatia, di comprensione e di identificazione. È un sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda, in modo che le soluzioni trovate siano completamente appaganti perché relative ai modi di essere di quella persona e non di altre.

Non esistono controindicazioni; le indicazioni sono quelle della medicina, della chirurgia e della psicologia, rappresentando una terapia complementare e non sostitutiva di terapie mediche e/o psichiatriche. Quindi è una possibilità di cura che parte dall’interno di noi stessi, che completa e integra le cure fatte dall’esterno e a volte le supera.

E’ opportuno puntualizzare che l’ipnosi è prevalentemente applicabile alle malattie psichiche e non psichiatriche, ed alle malattie psicosomatiche. E’ indicata principalmente per i disturbi di tipo nevrotico (ansia, stress, insonnia, disturbi psicosomatici).

Attraverso l’ipnosi è possibile anche affrontare un problema sconosciuto, che non viene comunicato dalla persona, perché preferisce mantenerlo segreto, tramite la realizzazione di una regressione temporale, cioè andando indietro nel tempo lasciando emergere la lunga fila dei ricordi. Il segreto è di rivivere quei momenti come se la persona fosse realmente là.

L’ipnosi può servire a ricercare le ragioni inconsce emotive di un certo comportamento non spiegabile in modo razionale. Capire un modo per comunicare e mettere in moto dei cambiamenti che possono portare a una possibile guarigione. Con l’ipnosi possiamo anche stimolare l’attenzione, la memoria, l’apprendimento, ed ottenere rilassamento ed armonia interiore.

Si può credere nell’ipnosi?

Per credere nell’ ipnosi si deve aver vissuto l’esperienza. Ci si crede perché lo si è provato. I risultati ottenibili con l’ipnosi dipendono sia dalle motivazioni e dalla disponibilità del soggetto, sia dall‘abilità del terapeuta.

Tutti sono ipnotizzabili poiché a livello terapeutico è sufficiente una trance leggera; anzi più è leggera più la persona collabora e raggiunge i propri scopi.

In generale possiamo parlare di ipnosi e del suo stato mentale, cioè di trance, quando i suoni e le parole che ascoltiamo, le immagini che vediamo e le sensazioni che percepiamo non vengono elaborate solo per quello che sono, ma diventano uno stimolo per una serie di collegamenti e immaginazioni interiori.

In realtà l’ipnosi è un’esperienza normale e ricorrente nella vita degli esseri umani: uno stato di alterazione delle percezioni e della coscienza che, a vari livelli di intensità, caratterizza costantemente la relazione con il mondo circostante. Lo stato ipnotico fa parte del normale corredo biologico e psicologico di ogni individuo e, senza esserne coscienti, durante la nostra vita quotidiana attraversiamo momenti che possiamo definire di suggestione se non di trance.

Riconoscere l’ipnosi come un fenomeno naturale è il primo passo per sgomberare il campo da pregiudizi che erroneamente la mostrano come uno strumento di manipolazione. Proprio perché è un evento del tutto “normale”, l’ipnosi se ben usata può avere effetti straordinari e restituire al paziente la sua identità di soggetto, poiché, come ormai noto, tutta l’ipnosi è in realtà autoipnosi. Compito dello psicoterapeuta è quello di costruire ad hoc condizioni che attivano o fanno emergere nella persona elementi di trance latente.

Durante lo stato ipnotico l’individuo può cambiare sia la percezione del mondo che lo circonda sia la sua modalità di pensiero, ed è proprio questo uno dei grossi vantaggi terapeutici dell’ipnosi: consentire alla persona di vedersi, di sentirsi “come se” già fosse fuori dal problema per cui ha richiesto aiuto.

Dott.ssa Rosa Demarinis, psicologa psicoterapeuta e formatrice.

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